Come Garantire Energia Elettrica con Gruppo di Continuità

A chi non è capitato che una mancanza improvvisa di energia elettrica, abbia fatto spegnere improvvisamente il proprio computer, facendo perdere tutto il lavoro che non solo si stava facendo, ma probabilmente anche tutte le pagine web reperite in rete che ci adoperavamo a leggere. La presenza di un gruppo di continuità, si rende infatti necessaria, soprattutto negli uffici, in presenza di una quantità di computer utilizzati per il disbrigo di pratiche, le cui informazioni se perse, fanno perdere tempo e lavoro.

Questo tipo di apparecchiatura, è infatti in grado, di garantire energia elettrica ai vostri computer, ancora per qualche ora, e garantirvi così non solo di poter continuare il vostro lavoro indisturbati, soprattutto se urgente, inoltre garantisce l’importantissima possibilità, di salvare tutti i dati su cui state lavorando, per consentirvi così di non perderli, e successivamente di poter effettuare la normale chiusura del computer. Il gruppo di continuità, e’sempre sotto corrente 24 ore su 24, possiede al suo interno una batteria che si ricarica, proprio per consentire poi, la continuità di energia elettrica in presenza di un black out improvviso.

Risulta essere opportuno ovviamente, a rigore di logica, collegare a tale dispositivo anche il monitor del vostro computer, e l’eventuale modem o router, che vi consentirà di poter anche navigare in internet nelle ore in cui sarete in assenza di energia elettrica. Il tempo di autonomia, cambia a seconda della capacità della batteria, ovviamente in commercio sono presenti gruppi di continuità con diverse caratteristiche e quindi autonomia. Di solito il carico varia dai 150 watt ai 200. Inoltre il gruppo di continuità presenta altri vantaggi, quali ad esempio la gestione delle sovratensioni.

Molti sottovalutano infatti i problemi che possono essere causati da uno sbalzo di energia elettrica, non attribuendo a questo fenomeno, numerosi guasti. Uno sbalzo significativo di energia, può determinare la rottura di alcuni elementi presenti nel vostro computer e addirittura il danneggiamento di scheda madre, modem interno ecc. Il gruppo di continuità, vi garantirà un normale andamento dell’energia elettrica, scongiurando tale inconveniente. Un gruppo di continuità, può anche essere collegato ad un computer tramite accesso usb.

Come Costruire una Sacca Portatutto

Ci capita di sovente, di avere tanti oggettini soprattutto dei bambini e non sappiamo dove riporli. Questa che ti propongo può essere una buona soluzione, per risolvere questo inconveniente. La sacca che ti propongo è di una misura media, e se ci piace possiamo ricamarla oppure decorare.

Occorrente
26 cm di stoffa alta 70 cm a fantasia
60 cm di nastro di raso
Filo bianco
Spilla da balia
Spilli

Tagliamo la stoffa in due rettangoli alti 22 cm e lunghi 28 cm.
Fissiamo tra loro i due rettangoli con gli spilli, facendo capitare i due dritti faccia a faccia, mentre noi puntiamo gli spilli sul rovescio. Imbastiamo non dimentichiamo di lasciare il lato superiore aperto
cuciamo a mano o a macchina.

Lasciamo anche una fessura aperta di 1 cm in una delle due cuciture laterali a 2,5 cm dall’orlo in alto, che ci servirà per far passare il nastrino.
Pieghiamo sul rovescio l’orlo superiore di 1 cm e poi ancora di 1,5 cm. Imbastiamo e cuciamo con una cucitura interna. Stiriamo le cuciture bene, in modo che prendano garbo.

Prendiamo il sacchetto e rivoltiamolo e spingiamo gli angoli bene in fuori.
Infiliamo un’estremità’ del nastrino nella spilla da balia e facciamolo passare nella fessura lungo tutto il bordo, facciamolo uscire per la stessa fessura.
Stiriamo, e facciamo due nodi ben tirati all’estremità’ del nastrino per evitare che si sfilacci.

Come Rimessare il Canotto a Fine Estate

Ancora non è il momento, ma quando l’estate finirà il tuo canotto dovrà affrontare l’inverno ed essere pronto per la prossima stagione. Avrà quindi bisogno di particolari cure per preservarlo e durare nel tempo ed evitare spese extra per eventuali dimenticanze o trascuratezza da parte tua. Leggi la guida e avrai utili informazioni per operare al meglio.

Il canotto che delizia, bello da vedere e da usare, mezzo sicuro e veloce che ti consente di passare splendide giornate al mare, ma come tutte le cose che sono a contatto con l’acqua marina ha bisogno di particolari attenzioni, specialmente quando dopo l’uso devono essere accantonate per alcuni mesi. E l’acqua di mare, si sa, e molto corrosiva e ossidante. Quindi anche il tuo canotto deve essere trattato bene, ti spiego le cose importanti da fare.

Prima di tutto procurati il necessario: una pompa con acqua corrente, uno shampoo specifico per canotto, in alternativa usa sapone neutro non aggressivo, una spugna per lavare, un panno o pelle di daino, una cera protettiva da dare a fine lavaggio. Se il canotto lo tieni sul carrello, fai in modo che sia sollevato di prua, svuotalo completamente da tutti gli oggetti, anche i cassoni porta giubbini, togli i tappi ed inizia a pulirlo con un getto forte dell’acqua, internamente, tra l’appoggio del tubolare al pagliolato o la vetroresina.

Ora con la spugna e lo shampoo pulisci bene tutta la parte gommata, facendo attenzione ad non usare una spugna troppo abrasiva, se il canotto ha la chiglia in vetroresina, osserva attentamente che non vi siano formati i “denti di cane”, piccoli molluschi che si attaccano alle chiglie quando stazionano troppo nei porti e provocando più attrito in navigazione, limitano le prestazioni del mezzo. Usa una spugna più abrasiva e passando la mano vedi che sia tutto liscio, altrimenti ripeti l’operazione. Se la chiglia presenta tracce di catrame, eliminale sfregando con un panno e benzina.

Quando hai terminato con la pulizia, asciuga tutto per bene, con un panno pulito dai la cera protettiva specifica per canotto, sui tubolari e le parti gommate. Controlla che non vi siano parti ossidate specialmente nelle viti dei golfari, nel caso elimina l’ossido o meglio sostituisci le viti. Se il canotto è dotato di batteria per la messa in moto, staccane i morsetti, pulisci e spalma del grasso.

Ricordati che il peggiore nemico del tuo canotto è l’esposizione prolungata al sole molto caldo, perciò se puoi tienilo sempre all’ombra e sgonfia leggermente i tubolari se si tratta di un canotto gonfiabile. Adesso, sistemati le funi, vedi che non siano logore, mettile a bagno in acqua dolce, cosi fai anche per i giubbini e salvagente e poi fai asciugare all’ombra. Apri le valvole di gonfiaggio, pulisci e lubrifica. In linea di massima hai fatto tutto, il caro gommone è a posto per la prossima stagione.

Come Fare un Balsamo al Cocco in Casa

Se apprezziamo i nostri capelli e adoriamo la natura, questo è il nostro balsamo. Quelli in commercio sono buonissimi ma hanno un alto fattore inquinante che non dovremmo sottovalutare. Per questo motivo e non solo, fare un balsamo in casa può risultare interessante ed economico.

Occorrente
3 cucchiai di yogurt naturale intero,
2 cucchiai di latte di cocco,
1 cucchiaino di miele liquido.

Come detto nell’introduzione in commercio abbiamo da sempre un’ampia scelta di balsamo per capelli. Di sicuro ottimi prodotti ma che hanno nella loro composizione molta chimica. La chimica può farci male ma sopratutto e questo è certo fa male alla natura. Quindi per noi che abbiamo a cuore le sorti del nostro pianeta farci un prodotto in casa di uso quasi quotidiano può essere motivo d’orgoglio.

Con questa guida apprenderemo a fare un ottimo balsamo tutto naturale e non per questo poco funzionale. L’unica accortezza è quella di fare la dose necessaria per un lavaggio visto che il nostro balsamo non ha conservanti e quindi va a male facilmente. Queste dosi sono per una persona sola però con tanti capelli.

Prendiamo una tazza e versiamo tre cucchiai di yogurt naturale e intero, due cucchiai di latte di cocco e un cucchiaino di miele liquido. Mescoliamo per bene. Laviamoci i capelli con il nostro shampoo preferito e dopo con l’apposito pennello passiamo il balsamo su tutti i capelli. Lasciamo agire per almeno 15 minuti e sciacquiamo per bene. I nostri capelli risulteranno morbidi e sopratutto lucenti.

Come Giocare a Rhum

Poco conosciuto ma molto interessante, questo gioco ha durata variabile (anche più di 2 ore) ed impegna la mente permettendo di giocare a carte con il gusto della tattica e del ragionamento oltre che della fortuna slegandola invece dal gioco d’azzardo.

Numero dei giocatori e valore delle carte
Puoi giocare in tre, ovvero uno contro tutti o meglio in quattro: due contro due, con i compagni di squadra posti uno di fronte all’altro. Ecco il valore delle carte: 100 p. = 3 di cuori e quadri 20 p.= jolly, 2 di picche e quadri (anche questi considerati jolly) 15 p. = A 10 p = 7, 8, 9, 10, J, Q, K 5 p. = 3 di fiori e picche, 4, 5, 6

Scopo e regole
Vince il giocatore o la squadra che arriva prima a 2000 punti. Le carte “calate” sul tavolo dovranno formare gruppi di carte uguali (Es. tris d’assi o di cinque etc.) o sistemate a mò di scala reale con un numero minimo di tre. Il conteggio delle carte calate permetteranno di attribuire un punteggio per ogni mano al singolo giocatore mentre i punti delle carte che rimarranno in mano vengono sottratte al punteggio. Nelle scale reali non esiste il 2 che nel gioco ha funzione solo di Jolly.

Inizio del gioco
Chi pesca dal mazzo la carta più alta diventa il mazziere, considerando il valore delle carte come illustrato allo step 1. Nel caso di carte di uguale punteggio, viene considerata più alta la carta dal valore facciale superiore. Il mazziere mischia il mazzo ed invita il giocatore a destra a spaccarlo, mostrando l’ultima carta. Se questa dovesse essere uno o più Jolly, tre di cuori o quadri verrà trattenuta dal giocatore e sottratta dal numero di carte spettanti e distribuite successivamente dal mazziere.

Distribuzione delle carte, prese e scarto
Il mazziere distribuisce in senso orario quindici carte a ciascun giocatore, una invece viene lasciata scoperta accanto al mazzo. Quando è il tuo turno, prendi due carte e scartane una, le carte possono essere prese della cima del mazzo o quella scoperta più la prima del mazzo ma in questo caso, si dovrà fare la “calata”di mimimo 3 carte uguali o una scala reale da tre carte che comprenda quella scoperta. Se prendi la carta scoperta, o quella scartata da chi ti precede nel gioco sei obbligato a prendere, qualora ci siano, tutte le altre precedentemente scartate dagli altri giocatori.

La calata e la chiusura
La prima “calata” di ogni mano per ciascun giocatore deve essere almeno un tris di carte uguali o di 3/5 di scala reale. Dopo la prima calata, quando è il tuo turno puoi attaccare le carte anche singolarmente a quelle precedentemente calate (o a quelle del compagno se si gioca in coppia) ma non a quelle degli avversari. Chi arriva a 1300 punti dovrà fare la prima calata da 150 punti per continuare a scendere le altre carte. Se si gioca in coppia si possono attaccare le carte a quelle del compagno solo dopo la prima calata. Chi finisce tutte le carte guadagna 30 punti per la “chiusura”, se si riesce a calare tutte le carte in una volta sola si guadagnano 100 punti con la cosidetta chiusura in mano.