Come si Raccolgono le Olive

La raccolta delle olive, sia manuale che meccanizzata, è molto importante per la qualità finale dell’olio di oliva. Vediamo secondo quali criteri deve essere fatta.

La raccolta delle olive non è sicuramente un’ operazione banale e neanche breve da compiere; al contrario, deve essere fatta con cura e attenzione perché dalla qualità delle olive e dal modo in cui vengono raccolte senza danneggiarle dipende la qualità dell’ olio che si otterrà dal frantoio.
Sicuramente i costi legati alla fase di raccolta delle olive continuano ad avere una notevole incidenza sul costo piuttosto alto dell’ olio d’ oliva, per il personale necessario per la raccolta manuale (ancora la più diffusa) e per i tempi che si protraggono da ottobre fino a gennaio-febbraio, dato che gli alberi maturano le olive in tempi molto diversi.
Anche l’ olio ottenuto è diverso se proviene da olive raccolte già in ottobre perché ha un sapore più netto, ed è molto colorato in verde per la clorofilla; quello prodotto con olive raccolte in gennaio ha un aroma meno intenso ed è giallo, quasi privo di clorofilla.

Raccolta manuale
il sistema più tradizionale è quello della raccolta a mano che però è lento ed impiega molto personale, spesso oggi non più disponibile nelle nostre campagne sempre più spopolate. Per questo motivo, la si pratica nelle aziende familiari medio-piccole, su superfici limitate (come le terrazze delle colline liguri) oppure su vaste estensioni quando però le piante sono fitte, basse e su versanti in pendenza.
Questa raccolta fatta a mano (brucatura) o mediante utilizzo di pettini (pettinatura) permette un’ ottima cernita iniziale delle olive da cogliere che non hanno nemmeno bisogno di lavaggio dopo la raccolta.
Spesso, i pettini sono fatti vibrare dal piccolo motore ad aria compressa o a scoppio di uno strumento azionato a mano e questo migliora la resa della raccolta manuale dove i trattori con gli scuotitori meccanici non possono arrivare.
La resa così aumenta anche del 50%, ma l’abbacchiatore elettrico con una certa delicatezza per non danneggiare le olive se sono mature e far cadere troppe foglie e rametti insieme alle olive.
Con la raccolta manuale, si può produrre del buon olio, anche se poco e a costi elevati, considerando che ogni lavoratore può raccogliere 80-100 kg al giorno, lavorando 8 ore.
Molto spesso, si raccolgono a mano anche le olive cadute a terra per maturazione o fatte cadere. Questo raccolta andrebbe però fatta appena le olive sono cadute, altrimenti, a contatto col terreno e la sua umidità, le olive inacidiscono o ammuffiscono peggiorando così la qualità dell’ olio.
Ricordiamo che l’ olio d’ oliva extravergine deve avere un’ acidità <0,8%, espressa in % di acido oleico ed un numero di perossido <20 (indicativo dello stato di ossidazione dell’ olio), cioè molto basso.
Negli ultimi decenni, questo problema è stato in gran parte risolto dall’ uso delle reti in plastica stese sotto gli alberi di olivo e tenute sollevate a qualche decina di cm da terra; in questo modo, si possono raccogliere tutte le olive cadute in meno tempo e soprattutto intatte.
Sicuramente sconsigliato e sempre meno utilizzato è il sistema manuale di raccolta per “abbacchiatura”, percuotendo i rami con canne o bastoni di legno, perché danneggia facilmente i rami e le olive stesse; con la “violenza”, anche in questo caso, non si ottengono mai i risultati migliori. Inoltre, i rami così danneggiati sono esposti all’ infezione della rogna dell’ olivo.

Rraccolta meccanizzata
La raccolta meccanizzata si fa risparmiando molto tempo e manodopera rispetto a quella manuale mediante trattori speciali su cui sono montati degli scuotitori meccanici dei rami che staccano le olive senza produrre lesioni.
Gli scuotitori hanno frequenze di vibrazione almeno di 1500 cicli/minuto e permettono di far cadere le olive sulle reti di raccolta alla base degli alberi o in raccoglitori trasportati dalle stesse macchine scuotitrici (scuotiraccoglitrici).
In questo modo, si abbattono i costi, soprattutto se il raccolto va fatto su oliveti di pianura, molto vasti con migliaia di alberi alti, come accade nel sud italia, (specialmente in puglia e in calabria) e in spagna che sono i maggiori produttori di olio del mondo. In questo modo, si possono fare solo due raccolte a partire da quella di ottobre.
Purtroppo, in molte zone, la raccolta meccanizzata non è possibile per la conformazione del terreno troppo in pendenza e per la disposizione troppo fitta ed irregolare degli alberi che sono stati piantati spesso moltissimi anni fa, quando le scuotitrici meccaniche non erano neanche nei sogni.
Inoltre, bisogna considerare gli investimenti iniziali alti per la meccanizzazione che molti agricoltori non riescono a fronteggiare, anche perchè le banche difficilmente li finanziano e tendono a prestare capitali solo chi non ne avrebbe bisogno.
Così, con la raccolta manuale, il costo della manodopera continua ad incidere fino al 60% sul prezzo finale dell’ olio d’ oliva.

Gli olivai
le olive vanno raccolte in recipienti rigidi come cesti di vimini o di plastica, non in sacchi per non schiacciarle e dovrebbero essere portate al frantoio entro 5 giorni dalla raccolta per non fermentare, aumentando così l’ acidità dell’ olio prodotto. Finchè la consegna non è possibile, devono restare negli olivai delle aziende.
Le olive sane resistono di più a lungo, fino a 15 giorni, ma quelle con dei difetti o già molto mature dovrebbero essere portate nel frantoio subito, entro pochissimi giorni, per non peggiorare la situazione.

Gli olivai, in ogni caso, devono essere luoghi freschi (8-10°c) aerati, al buio, con le olive non ammassate in strati più spessi di 10 cm, altrimenti si schiacciano e fermentano facilmente; quindi vengono spesso sistemate su ripiani sovrapposti, anche per occupare meno spazio.

Durante questo primo periodo, le olive vengono lavate per privarle dei residui di terriccio, delle foglie e dei rami e sottoposte ad una cernita per eliminare il più possibile quelle danneggiate o attaccate da parassiti.
Se proprio non si riesce a trovare un frantoio dove mandare le olive entro i tempi indicati, alcune aziende hanno la possibilità di conservarle anche per 4 mesi dentro a dei silos, in atmosfera inerte come azoto o anidride carbonica. Inoltre, si possono conservare in salamoia, oppure trasformare già in pasta, come si farebbe all’ inizio della lavorazione nel frantoio.

Come Funzionano Gare di Orienteering

Per partecipare alle gare di questo sport bisogna avere come requisiti essenziali velocità e resistenza fisica. Ma non basta, bisogna anche possedere molta abilità nell’ individuare il tragitto più veloce per aggirare o superare gli ostacoli naturali, come colline, boschi, acquitrini e laghi. Ovviamente, armati di carte topografiche e bussola.

Se vuoi avvicinarti a questo tipo di gare, ti spiego come funziona il gioco. I concorrenti devono coprire determinati percorsi a piedi in zone impervie, armati di carte topografiche e bussola e devono fare riferimento a vari posti di controllo. I partecipanti devono toccare le varie tappe di controllo in un ordine ben preciso e il vincitore sarà colui che completerà il percorso nel minor tempo possibile.

Le gare di orientamento, chiamate gare di orienteering, vengono organizzate da varie associazioni locali riunite nel Comitato Italiano Orientamento e Sport della Natura. Se vuoi organizzare una piccola gara di orientamento tra amici, scegli un’ area sconosciuta ai partecipanti, come una zona boscosa o collinare dove è consentito l’ accesso al pubblico. Assicurati che sia chiaramente delimitata e dotata di punti di riferimento naturali o artificiali per essere usati come posti di controllo e che non presenti pericoli.

Alla partenza, fornisci ad ogni partecipante una cartina topografica del percorso completo della gara, un foglio che descrive il percorso e una scheda di controllo. Dopo aver studiato il percorso, i concorrenti devono partire uno per volta ad intervalli regolari di uno o due minuti, dirigendosi verso il primo posto di controllo. Ognuno deve fare le proprie scelte sul percorso da seguire per arrivare prima. Alterna percorsi più brevi e difficili ad altri più lunghi e facili. Ad ogni posto di controllo ci dev’ essere una lanterna a tre facce di colore bianco, arancione e rosso o di un cartello con un numero o un simbolo da ricopiare sulla propria scheda come prova del raggiungimento della tappa.

Come Fare un Bagno Rilassante in Casa

Se si una donna sempre di corsa, fuori casa, e naturalmente devi pensare a tutto come ad esempio pulire la casa, cucinare ecc senza avere tempo per prenderti cura di te stessa, allora ti consiglio di leggere la mia guida nella quale ti darò dei consigli molto validi che ti permetteranno di farti un bel bagno perfetto e rilassante.

Occorrente
Vasca comoda
Bagnoschiuma alla lavanda, o al sandalo
Sali minerali rilassanti
Maschera per rinfrescare gli occhi
Fascia per legare i capelli
Cuscinetto per appoggiare la testa
Candele profumate

La prima cosa che dovrai fare è quella di spegnere il cellulare. Dopo aver fatto questo dovrai cominciare a far scendere l’acqua nella vasca, mi raccomando falla scorrere fino ad ottenere la temperatura preferita la temperatura migliore è di 42 grado, in generale sui 38 gradi l’acqua ha già un forte effetto anti-faticante.

Quando la vasca si sarà riempita a metà versa il tuo unguento prescelto (bagnoschiuma, sapone, olio essenziale oppure sali minerali). Facendo questo quando andrai a riempire tutta la vasca, il prodotto si sarà perfettamente disciolto. Successivamente dovrai indossare la fascia per legarti i capelli.

A questo punto dovrai accendere le candele profumate e le dovrai appoggiare intorno alla vasca oppure sui mobili del bagno, in modo che non ti diano fastidio e che non siano in posizioni pericolose. A questo punto dovrai entrare in vasca ed indossare anche la maschera rinfrescante per gli occhi. Dopo aver fatto questo dovrai chiudere gli occhi e goderti il tuo riposo.

Come Generare l’Elenco dei File in una Cartella

Ecco una guida semplicissima per chiunque abbia bisogno di generare l’elenco dei file in una cartella di Windows senza avere bisogno di software aggiuntivo. Vi assicuro che non avrete problemi a seguire i pochi e semplici passi della guida: provare per credere.

Aprite notepad (o un qualsiasi editor di testo) e create un nuovo file. Scrivete il seguente testo all’interno del file:
dir /a /b /-p /o:gen>C:\<percorso>\<nomefile>.txt
start notepad C:\ <percorso>\<nomefile>.txt
dove al posto di <percorso> inserirete il percorso nel quale il file contenente la lista dei file nella cartella volete che si trovi (ad esempio Windows\temp) e al posto di <nomefile> inserirete il nome del suddetto file (ad esempio miofile).

Salvate il file creato nell’editor di testo con la stringa al passo 1 con il nome “GeneratoreLista.bat”. A questo punto per generare la lista di file in una qualsiasi cartella basta che copiate questo file nella cartella stessa e facciate doppio clic su di esso. Il vostro generatore vi aprirà automaticamente un editor di testo con la lista dei file voluta.

3Se volete utilizzare la lista in un momento successivo o se distrattamente chiudete l’editor di testo con la lista appena generata, potete trovare il file con la lista al percorso che avete specificato precedentemente. Se durante la generazione vi viene riportato un errore tornate al passo 1 e fate attenzione che il <percorso> esista davvero sul vostro Pc.

Come Fare un Bagno Fissante per i Capelli

Ecco pronta per te questa guida contenente tutte le indicazioni che ti permetteranno di preparare in casa, con le tue mani e con ingredienti assolutamente naturali, un bagno fissante ideale per capelli neri, ossia un dopo shampoo fatto con malli di noce.

Occorrente
1 manciata di malli di noce
1/2 litro di acqua
1 cucchiaino di puro miele d’api

I malli di noce (si possono acquistare sminuzzati in farmacia o nelle erboristerie), danno una colorazione intensa. La quantità di mallo da adoperare dipende perciò dal colore naturale del capello e dall’intensità della colorazione che vuoi ottenere. E’ consigliabile fare prima una decozione con una manciata di malli, per certificare il risultato.

Quindi metti a bollire i malli in acqua per circa una trenta minuti. Trascorso questo tempo cola il liquido e scioglici il miele, se vuoi che questo risciacquo abbia anche un effetto fissante per dar maggior consistenza al capello. Metti sulle spalle un vecchio asciugamano, perchè l’estratto di malli di noce tinge non solo i capelli ma anche la stoffa.

Con il risciacquo colorante otterrai un intenso tono di castano: l’uso regolare di questo bagno fissante darà alla capigliatura una tonalità scura, uniforme e durevole. Se applicato regolarmente, questo dopo shampoo colorante sarà utile anche per coprire gli eventuali capelli grigi. Quindi cosa aspetti? Procurati il necessario ed avvia la preparazione.