Come Realizzare Finto Legno con il Decoupage

Non ti sei mai chiesto quando vedi quei bellissimi vassoi tutti decorati a mano che sembrano siano di legno ma invece non lo sono? Utilizzano una determinata tecnica chiamata Trompe l’oeil ossia illusione dell’occhio. Bene in questa guida vi spiegherò cosa serve e come si crea.

Incominciamo con il dire che il finto legno è una delle classiche tecniche dette trompe l’oeil, letteralmente illusione dell’occhio. Da sempre utilizzato in decorazione per simulare legni pregiati o particolari nella decorazione murale. Tra le tecniche che appartengono a questa grande categoria (finti marmi, finte pietre..), questa è la più semplice e adatta a fare da fondo al decoupage.

La tecnica prevede che si stenda sulla superficie da decorare una mano spessa di colore mescolato per metà con il medium trasparente. Quando il colore è ancora bagnato, si tracciano delle strisce con un pettine che simula le venature. In alcuni punti si gira il pettine su se stesso e si creano dei nodi. Dal momento che questa tecnica va fatta a colore umido, non è possibile farlo su grandi superfici, a meno che non si abbia molta esperienza.

Esistono in commercio i pettini in plastica o legno per creare venature, ma se vuoi risparmiare ti conviene realizzare diversi pettini con denti di varie misure e a varie distanze. Il metodo è facilissimo, basta che utilizi un cartoncino di recupero e lo ritagli con le forbici. Ricordati che i denti non devono essere troppo lunghi, al massimo 3 cm, altrimenti si piegano.

Per realizzare questi fondi c’è bisogno anche di un particolare prodotto chiamato medium. Il medium è un prodotto incolore che può essere aggiunto ai colori acrilici per renderli più trasparenti, senza far prendere loro consistenza, come accadrebbe se aggiungessi l’acqua. Esistono vari tipi di medium come quelli lucidi, opachi e con effetti ritardanti per l’asciugatura. Ricordati sempre che il pettine va tenuto sempre molto obliquo quando si fanno i cerchi e che poichè lavori sul colore fresco, è possibile ripassare e correggere finchè non sarà soddisfatto del risultato.

Come Preparare l’Esca per l’Occhiata

L’occhiata è un pesce dalla carne ottima in special modo se preparata arrostita. Si riconosce per il suo corpo ellittico e per la livrea bianco argento striata di nero e azzurro. La caratteristica più evidente è la macchia, nera orlata di bianco che ricorda la forma di un occhio, che spicca sul peduncolo caudale.

La scelta dell’esca è basilare e va fatta in base al posto e al tipo di pesce che si vuole pescare. L’esca che riesce più appetibile all’occhiata è senza dubbio un impasto che potrai fare a casa prima di recarti nel luogo che hai scelto per pescare. L’impasto è composto da mollica di pane inumidito e ben strizzato al quale aggiungerai una bella manciata di formaggio grana grattugiato oltre ad aggiungere un po’ di pasta di acciuga per renderlo più profumato e appetibile.

Dopo aver unito tutti questi ingredienti devi lavorare l’impasto fino a che non diventi omogeneo e consistente ma nel contempo deve avere anche una certa morbidezza, in modo che potrai facilmente innescarla sull’amo. Oltre a questo impasto puoi usare dei crostini inumiditi quel poco che basta per fare in modo che possano essere innescati sull’amo.

Indubbiamente se non vorrai preparare l’esca da te potrai usare, i vermi marini, ma anche la sardina tagliata a filetti potrà risultare una buona esca. I bigatti pure potranno risultare essere delle buone esche.
Se vorrai pescare con un’esca artificiale la scelta sarà abbastanza limitata poichè potrai usare una piuma bianca di gabbiano su un amo che numero 6-7; oppure un tubicino di plastica che andrà a coprire tutto l’amo lasciando scoperta solo la punta; infine potrai usare un cucchiaino ondulante molto brillante con una paletta allungata che non superi i 3 centimetri.

Come Sostituire Filtro della Benzina

Passiamo adesso alla sostituzione del filtro della benzina sulla nostra auto a carburatore. Operazione che ci fara’ spendere meno perche’ consumeremo meno carburante con un filtro della benzina pulito, perche’ avremo una combustione migliore. Il filtro andra’ sostituito ogni 15000/20000 kilometri.

Per prima cosa dovremo individuare il filtro della benzina nel vano motore e con l’aiuto di un giravite allentare le fascette che si trovano all’estremita’. Una volta allentate le fascette si potra’ procedere al distacco dei due tubicini che portano il carburante dal serbatoio al filtro e dal filtro al carburatore.

Adesso rimosso il filtro si potra’ prendere quello nuovo ed innestarlo nei due tubicini visti prima facendo attenzione al montaggio corretto del filtro. Un’indicazione data da frecce stampigliata sul filtro stesso riporta il corretto senso di montaggio. Una volta inseriti i due tubicini si potra’ procedere a stringere la fascette di ancoraggio precedentemente allentate.

Un po’ più complessa risulta essere la sostituzione per le auto ad iniezione elettronica, perche’ il filtro non risulta essere a vista ma montato nel sottoscocca in prossimita’ del serbatoio. Quindi per la sostituzione di questo tipo di filtri (cosa che si dovra’ eseguire ogni 100000/200000 chilometri, quindi non all’ordine del giorno) si richiedera’ l’intervento di un’officina autorizzata.

Come si Restaura una Stampa Acquerellata dell’Ottocento

In questa guida vediamo alcune operazioni per effettuare un semplice restauro di una stampa colorata ad acquerello, risalente all’Ottocento. Devi sapere che la colorazione veniva eseguita a mano dopo che il pezzo era uscito dal torchio di stampa privo di colore. Se vuoi passare per uno che se intende, devi osservare la pennellata, perché la colorazione si mostra con un’intensità variabile. Infatti all’inizio si deposita una maggior quantità di colore che si esaurisce col procedere del movimento, e questa caratteristica è molto difficile da imitare.

Occorrente
Gomma semirigida o gomma pane
Acqua ossigenata 100/130 volumi
Vaso di vetro
Cotone
Acqua distillata e alcool
Pennello
Phon
Stecca d’osso
Carta da forno

Una stampa d’epoca presenta facilmente macchie di umidità, e attraverso questi passaggi avrai la possibilità d’intervenire con una pulitura localizzata per renderla più leggibile. Comincia staccando la stampa dalla cornice, agendo con molta delicatezza per evitare di danneggiarla. La prima pulitura da cui devi partire è un’operazione di cancellatura effettuata con la gomma pane, per eliminare la polvere accumulata, ma tieni presente che questo non va mai fatto su disegni a matita, sanguigne o pastelli.

Adesso tampona l’alone scuro con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua e alcool, poi diluisci in un vaso di vetro l’acqua ossigenata con l’acqua (cinquanta e cinquanta) e con un pennellino morbido passa il bordo della macchia, fino a quando non vedrai che comincia a schiarire. Raggiunto il risultato voluto, asciuga col phon a calore minimo. Una volta che la stampa si sarà perfettamente asciugata, passa al gioco di magia che ti restituirà l’opera come nuova.

Sovrapponi la carta siliconata (non spaventarti: è un altro nome per indicare la carta da forno) al disegno, e passa con la stecca d’osso per eliminare quella sorta di “pelo” che si è venuto a formare dopo aver bagnato il foglio. Esegui i movimenti con attenzione, prendendoti tutto il tempo di cui hai bisogno poi, per spianare la stampa ed eliminare ogni rigonfiamento, effettua una leggera stiratura sul retro (sì, proprio col ferro da stiro, senza vapore e a temperatura seta) sempre interponendo un foglio di carta siliconata.

Come Realizzare un Piccolo Laghetto sul Balcone

Realizzare uno specchio d’acqua in miniatura non richiede speciali doti o studi d’ingegneria, tanto meno grandi spazi o ampi giardini. Con un contenitore o un vaso a tenuta stagna, esposto ad almeno 6 ore di sole, potrete prendervi cura di una piccola collezione di idrofite e perfino di un pesce rosso, anche su un piccolo terrazzo o balcone. Vediamo nel dettaglio come fare.

Il contenitore. Scegliete una vaschetta o vaso a tenuta stagna, che abbia una profonditá di almeno 50 cm., una larghezza di 60 cm. e che possa contenere almeno 20 litri d’acqua; l’ideale sarebbe fra i 50 e gli 80 litri. Tenete presente che le pareti interne in colori scuri scoraggiano la proliferazione di alghe ed aiutano a camuffare l’eventuale presenza di microrganismi. Inoltre danno l’illusione di una maggiore profonditá. Preparazione. Posizionate il contenitore vuoto nel suo luogo eletto, ovvero dove possa ricevere 6 ore di luce solare al giorno, dato che una volta pieno d’acqua sará pesante e difficile da spostare. Sappiate che 4 litri d’acqua pesano circa 4 kg. Verificate pertanto che il balcone possa sopportare il peso. Riempite quindi d’acqua il contenitore e lasciate che si stabilizzi per uno o due giorni, per permettere all’acqua di scaldarsi alla temperatura ambiente.

Posizionate dapprima le piante emerse, mettete uno o due mattoni sul fondo per sollevare le piantine in vaso al livello giusto. Ricoprite la superficie del terreno di ogni vaso con uno strato di almeno 5 centimetri di sabbia o ghiaietta, che farà in modo che il terriccio non si disperda velocemente nell’acqua che verserete e lo proteggerá dalle incursioni del pescetto. I vasi da 70 litri potranno infatti accogliere anche uno o due pesciolini rossi, i quali si cibano di larve delle zanzare. Manutenzione. Dopo un paio di settimane l’acqua potrebbe intorpidirsi a causa dello sviluppo di alghe, ma solitamente si schiarisce da sola dopo un’altra settimana o due, una volta che l’ecosistema fatto da piante, acqua e luce solare si sia equilibrato. Quando noterete nuove fioriture e germogli alimentate con un fertilizzante apposito per piante acquatiche. E non dimenticate di alimentare il pesciolino rosso.

Il virus del Nilo occidentale, che si trasmette attraverso la puntura di una zanzara infetta, in alcune zone potrebbe essere un problema. Ogni tanto disturbate la superficie dell’acqua smuovendola con un cucchiaio, per prevenire che covino, oppure lavate via le larve aggiungendo periodicamente acqua al contenitore (accorgimento assolutamente necessario in caso ospitiate anche un pesce). Piante. Uno stagnetto in vaso solitamente comprende piante galleggianti, piante emerse, acquatiche in vasi di plastica o terracotta. Cercate di ottenere contrasti di testure ed altezze variabili, usando ad esempio una pianta alta ed appuntita, tipo la Sagittaria, un papiro nano (Cyperus prolifer) o giunco (Juncus effusus), con piante galleggianti piú basse, quali il giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes) o la lattuga d’acqua (Pistia stratiotes). Creerete cosí una composizione piacevole, anche in un contenitore piccolo. Se desiderate una ninfea selezionate una varietá nana e piantatela da sola, un unico esemplare rapidamente ricoprirá la superficie con le sue foglie tondeggianti e piatte.