Come Funzionano Gare di Orienteering

Per partecipare alle gare di questo sport bisogna avere come requisiti essenziali velocità e resistenza fisica. Ma non basta, bisogna anche possedere molta abilità nell’ individuare il tragitto più veloce per aggirare o superare gli ostacoli naturali, come colline, boschi, acquitrini e laghi. Ovviamente, armati di carte topografiche e bussola.

Se vuoi avvicinarti a questo tipo di gare, ti spiego come funziona il gioco. I concorrenti devono coprire determinati percorsi a piedi in zone impervie, armati di carte topografiche e bussola e devono fare riferimento a vari posti di controllo. I partecipanti devono toccare le varie tappe di controllo in un ordine ben preciso e il vincitore sarà colui che completerà il percorso nel minor tempo possibile.

Le gare di orientamento, chiamate gare di orienteering, vengono organizzate da varie associazioni locali riunite nel Comitato Italiano Orientamento e Sport della Natura. Se vuoi organizzare una piccola gara di orientamento tra amici, scegli un’ area sconosciuta ai partecipanti, come una zona boscosa o collinare dove è consentito l’ accesso al pubblico. Assicurati che sia chiaramente delimitata e dotata di punti di riferimento naturali o artificiali per essere usati come posti di controllo e che non presenti pericoli.

Alla partenza, fornisci ad ogni partecipante una cartina topografica del percorso completo della gara, un foglio che descrive il percorso e una scheda di controllo. Dopo aver studiato il percorso, i concorrenti devono partire uno per volta ad intervalli regolari di uno o due minuti, dirigendosi verso il primo posto di controllo. Ognuno deve fare le proprie scelte sul percorso da seguire per arrivare prima. Alterna percorsi più brevi e difficili ad altri più lunghi e facili. Ad ogni posto di controllo ci dev’ essere una lanterna a tre facce di colore bianco, arancione e rosso o di un cartello con un numero o un simbolo da ricopiare sulla propria scheda come prova del raggiungimento della tappa.

Come Effettuare Titolazione Acido Base

La titolazione è un meccanismo che riveste grande rilevanza nella chimica di laboratorio e non solo; consentendo all’operante di svelare i valori effettivi di concentrazioni incognite in determinate soluzioni, rappresenta un modo per calcolare l’acidità e la basicità di alcune miscele e secondo un profilo geologico, persino del sottosuolo. Il procedimento essenzialmente non è complesso, tuttavia si tratta di un gioco di volumi. Pertanto è opportuno e doveroso prestare grande attenzione alle misurazioni per raggiungere risultati soddisfacenti e precisi. Vediamo come fare.

Preparazione dell’acido cloridrico: Posto che a titolo esemplificativo verrà presa in considerazione una titolazione agente su una base a concentrazione incognita, prendi un una fialetta di acido cloridrico a quantità nota ricordando che 3,456 grammi corrispondono ad una soluzione 0,1 M. Riversa il contenuto in un matraccio da un litro facendo bene attenzione a risciacquare la fiala per bene: ora e nel corso della titolazione la precisione è fondamentale.

Preparazione della base e della beuta dove avverrà la titolazione. Prendi la base (nella fattispecie l’idrossido di sodio) la cui concentrazione è ignota e ponila in un recipiente. Dopo aver fatto ciò, porgendo molta attenzione, riversa l’acido contenuto nel matraccio in una buretta precedentemente azzerata e versane 20 millilitri in una beuta. Aggiungi poi alcune gocce dell’indicatore scelto e agita il composto.Dopo pochi minuti sarà possibile ultimare la titolazione.

Per ultimare il procedimento, introduci l’idrossido di sodio in una buretta precedentemente azzerata e per ‘titolare’ aggiungi goccia per goccia la soluzione in esame alla soluzione di acido cloridrico. Bene, nel momento in cui si verificherà un cambiamento di colore (fenomeno conosciuto come ‘viraggio’) presta grande attenzione al volume di soluzione basica aggiunto che ti permetterà di calcolare la concentrazione della medesima base tramite alcuni calcoli, riportati qui di seguito: Ma=0.1 mol/L Mb=? Va=0,02LVbmedio=O,0221L na= 0,1*0,02 = 0,002 mol Considerando la stechiometria di reazione na=nb pertanto: Mb=nb/vb=0,002/0,0221 da cui Mb=0,0905mol/L

Come Effettuare Sottrazione tra Polinomi

In matematica, si definisce con il termine “polinomio” una somma algebrica formata da più monomi. Acquisire una buona capacità per operare con i polinomi non è difficile. E’ sufficiente seguire alcune regole matematiche, che, però, variano a seconda dell’operazione che vogliamo effettuare. Vediamo di seguito come procedere per effettuare una sottrazione (o differenza) fra 2 polinomi.

Per imparare a sottrarre tra loro 2 polinomi è importante, prima di passare alla pratica, che tu abbia fermamente in testa la regola generale attraverso cui tale operazione va fatta. Come per ogni sottrazione, anche quando parliamo di polinomi sarai difronte a un minuendo e a un sottraendo. Per risolvere la sottrazione, riscrivi i termini del minuendo (senza parentesi se questa è subito eliminabile) seguiti da quelli del sottraendo, a cui però devi cambiare il segno.

Questo significa che se, ad esempio, all’interno del sottraendo c’è il valore (-4a) dovrai trasformarlo in “4a”. Fatto questo, ti basterà ridurre gli eventuali termini simili e avrai risolto la sottrazione tra polinomi. Per agevolarti nella comprensione di quanto detto, facciamo un rapido esempio. Considera la seguente sottrazione di polinomi. Naturalmente al simbolo “^” segue il numero di elevazione a potenza. Per esempio “5a^2” sarà “5a elevato al quadrato”. Laddove non visualizzi alcun segno davanti al monomio è presente il segno di addizione. (5a^2-3ab 7b^2)-(-4a^2-6ab 2b^2).

Per risolverla, ti basterà seguire pochissimi passaggi, che poi sono quelli spiegati teoricamente nel precedente passaggio. Osserva, infatti, il procedimento quì di seguito. Dapprima avrai 5a^2-3ab 7b^2 4a^2 6ab-2b^2. A questo punto calcola la soluzione, ovvero 9a^2 3ab 5b^2. In questo caso, le parentesi da eliminare erano solo quelle tonde. Come saprai, in matematica, sono le ultime che si eliminano quando si eseguono le operazioni. In presenza di altre parentesi, ti ricordo che vale la regola generale. Andranno eliminate dapprima le graffe, poi le quadre e infine le tonde.

Come Stoppare nella Pallacanestro

La pallacanestro è uno degli sport più elettrizzanti e spettacolari che esistano. La stoppata è una di quelle situazioni di questo sport che maggiormente contribuiscono a rendere divertente ed avvincente il gioco. Ma attenzione, occorrono molta concentrazione e controllo del proprio corpo, altrimenti si rischia di commettere dei falli nel tentativo di inseguire la stoppata. Si intende per stoppata l’interferenza posta con le mani ad un tiro effettuato verso il canestro del proprio avversario, con conseguente errore e canestro non realizzato, senza che con questo avvenga un contatto fisico.

Il gesto della stoppata nasce innanzitutto da una buona azione di difesa nei confronti del proprio avversario, durante una partita di pallacanestro. Occorre tenere l’avversario a distanza minima, per evitare che provi una conclusione a canestro senza disturbo, ed ugualmente giusta per poter seguire un suo tentativo di avvicinamento a canestro, senza avere troppo contatto fisico: scopo della stoppata è non fare segnare canestro al proprio avversario, ed una buona difesa con equilibrio di corpo è terreno fertile in cui fare crescere le possibilità della stoppata.

Con lo svolgersi dell’azione di attacco del proprio avversario occorre capire in anticipo quale situazione di tiro questi deciderà di effettuare, spesso si tratta di una frazione di secondo, spesso può esserci più tempo: la conoscenza dello sport, connessa se possibile allo studio dei movimenti del proprio avversario, rende possibile il prevedere, in certe situazioni, le intenzioni dell’attaccante, e dunque la preparazione al balzo che permetterà di bloccare il tiro verso il canestro. Quanto più l’attaccante è un buon giocatore, tanto più tenderà a facilitarsi il compito del tiro con finte o movimenti repentini contrapposti per trarre in errore il difensore, non facendogli capire le sue reali intenzioni: è dunque fondamentale avere un buon grado di autocontrollo del proprio corpo.

Una volta preparato il proprio corpo ad un balzo, nell’istante prima che il tiro avversario avvenga, c’è il momento clou della stoppata: l’attaccante è in azione di tiro, il difensore deve avere gli occhi sul pallone, anche perchè può toccare solo quello, altrimenti gli verrà sanzionato un fallo. Non si deve avere la presunzione di prendere il pallone con la mano intera, a volte basta anche solo sfiorarlo per mutarne la direzione in maniera decisiva. Se nell’azione il difensore riesce a rimediare un vantaggio tale da poter effettuare la stoppata in maniera agevole, potrà allora essere addirittura la stessa stoppata l’inizio di una azione di contropiede: occorre grande attenzione e reattività da parte di tutti i componenti della squadra.

C’è una situazione che non permette che la stoppata sia valida, anche se non c’è stato contatto fisico tra difensore ed attaccante: se durante il tiro effettuato dall’avversario il pallone è in parabola discendente verso il canestro la stoppata è irregolare e viene assegnato canestro valido per la squadra che attacca. Nel caso il pallone sia in parabola ascendente la stoppata è da ritenersi valida. Gli arbitri sono chiamati ad esprimersi in merito alla validità o meno della stoppata.

Come Praticare il Sup

Negli ultimi anni è normale vedere dalla spiaggia persone che in piedi su una tavola si muovono sul mare utilizzando una pagaia. Questa attività chiama SUP e risulta essere diventata molto apprezzata per la sua semplicità.

Per praticare SUP è necessaria una tavola. Questa è simile a quella da surf, ma risulta essere più grande, visto che bisogna starci in modo comodo in piedi. Le tavole possono essere gonfiabili, relativamente a cui è possibile vedere questa guida sul SUP gonfiabile o rigide. Le tavole rigide sono più professionali, ma sono anche decisamente più costose.
Risulta inoltre necessario avere una pagaia. La pagaia da SUP ha una sola pala e dispone di una maniglia, tramite la quale viene afferrata. L’equipaggiamento è quindi semplice, cosa che rende il SUP accessibile a tutti.

Il SUP viene praticato anche a livello agonistico, in questo caso esistono diverse discipline, che si differenziano per le modalità delle competizioni e per le posizioni che bisogna assumere.

A livello ricreativo il SUP può praticare quasi ovunque, in qualsiasi specchio d’acqua. Per elevare la propria tecnica è comunque opportuno affidarsi a una scuola con istruttori certificati, in modo da imparare le basi della tecnica.