Come Affrontare una Maratona

La maratona è uno sport molto affascinante ma che necessita di una grande preparazione fisica, inoltre la gara va affrontata in una determinata maniera se si aspira ad ottenere dei buoni risultati in termini di classifica, quindi è molto impegnativa, ecco qualche consiglio.

Prima della maratona c’è la fase di allenamento che è molto importante, essa ti preparerà all’evento, ti farà anche capire qual’è il tuo stato di forma e a che tipo di risultato puoi aspirare. Nei giorni precedenti dovrai ovviamente allenarti e quindi correre, evita però di forzare i ritmi per non incorrere in infortuni muscolari.

Oltre a questo dovrai fare molta attenzione alla tua alimentazione, quindi evita cibi poco idonei al tuo organismo, ma tieni presente che lo sforzo che farai in allenamento e durante la gara necessita di essere compensato, quindi utilizza eventualmente degli integratori energetici, è molto importante fare una bella colazione prima del via, ma almeno tre ore prima.

Ma veniamo alla partenza della competizione: dopo il via non assestarti in coda, quindi evita di rimanere bloccato nel gruppo, questo potrebbe essere un grave svantaggio per te, se il ritmo fosse troppo lento potrebbe compromettere la tua prova e quindi limitarti; perciò nelle fasi iniziali cerca di guadagnare le prime posizioni.

Ciò che conta è la regolarità, quindi evita degli strappi improvvisi, eseguili solo se strettamente necessari o nella parte finale della gara, nei giorni precedenti all’evento ti sarai riposato e quindi non avrai immediatamente il ritmo giusto, arriverà durante la corsa, quindi ricorda di gestirti bene.

Come Risolvere le Operazioni con le Frazioni

A volte vorremmo aiutare i nostri figli che fanno i compiti ma non conosciamo l’argomento di studio. In matematica questo succede ancora più spesso, perchè i metodi di insegnamento apprendimento sono cambiati nel tempo e un perchè a noi stessi la matematica non piace molto. Con questa guida proveremo almeno a saper operare con le frazioni per poterlo poi spiegare ai nostri figli in caso di bisogno.

Se devi moltiplicare due frazioni devi moltiplicare il numeratore per il numeratore (il numeratore è la parte superiore della frazione) e il denominatore per il denominatore (il denominatore è la parte di sotto della frazione).
Esempio: 3\4 per 1\5 = numeratore 3 per numeratore 1 = 3
denominatore 4 per denominatore 5 = 20
risultato 3\20

Se invece devi dividere due frazioni, devi prendere la prima così come risulta essere e moltiplicarla per l’inverso della seconda.
Esempio: 4\5 diviso 1\3 = 4\5 per 3\1
ti troverai così a dover risolvere non più una divisione ma una moltiplicazione tra frazioni e devi risolverla come abbiamo visto prima con le moltiplicazioni cioè numeratore per numeratore e denominatore per denominatore. La regola è spiegata più nel dettaglio in questa guida sulla divisione tra le frazioni su questo sito.

Se devi addizionare o sottrarre due frazioni tra loro devi trovare il minimo comune multiplo cioè un denominatore comune a tutte le frazioni da sommare o sottrarre.
Esempio: 3\4 più 2\3 =
il denominatore comune tra 4 e 3 è il numero 12 che li contiene esattamente tutti e due.
Si deve fare 12 diviso 4 fa 3, 3 per 3 fanno nove;
poi 12 diviso 3 fa 4, 4 per due fanno 8.

Risultato: 9\12 più 8\12 =17\12.

Molto interessante.

Come Scrivere una Comunicazione Efficace

Nell’attività lavorativa di tutti i giorni è molto importante avere una comunicazione scritta che sia efficace e corretta. In questa guida vediamo insieme le tappe fondamentali che è opportuno ricordare e mettere in pratica per ottenere una comunicazione scritta efficace.

Raccolta delle informazioni. Nella fase iniziale, è bene raccogliere quante più informazioni possibili riguardo al destinatario e al contesto della comunicazione. Un background di conoscenza relativamente al mercato, alla concorrenza e più in generale al tema trattato consente di acquisire credibilità presso gli interlocutori.

Clustering. Il clustering è una tecnica di pre-scrittur che consente di esplorare e sviluppare diverse idee senza il vincolo della linearità. Per iniziare un “cluster”, scegliere una parola dal significato centrale rispetto al messaggio che si vuole comporre, scriverla al centro di un foglio e chiuderla in un cerchio. Per esempio usiamo la parola “casa.” Successivamente, si scrivono attorno tutte le parole che vengono in mente pensando alla parola “casa” e per ogni nuova parola si ripete l’operazione. Poi collegare ulteriormente le parole appartenenti ai sotto-cluster per evidenziare possibili associazioni.

Scegli lo stile giusto. Esistono vari modi per dire la stessa cosa. In pratica non esiste uno stile migliore di un altro. A seconda delle situazioni, si può adottare uno stile narrativo o burocratico, più o meno formale, autorevole o accomodante. L’importante non è utilizzare lo stile a noi più congeniale, bensì impiegare quello più adatto alla situazione e che ci avvicina di più al nostro destinatario e allo strumento che utilizziamo.

Stesura della bozza. Questo è un passaggio importante che richiede tempo, ma che aiuta a organizzare le proprie idee in maniera chiara e comprensibile e fa senza dubbio risparmiare tempo quando si elaborerà il discorso. La bozza deve essere riletta con attenzione e si deve controllare di avere trattato tutti i temi prefissati e di aver prevenuto eventuali obiezioni.

Correzione. La fase successiva consiste nelle rilettura del documento scritto e nella modifica di alcuni aspetti, al fine di correggere eventuali errori e aumentarne l’efficacia. In fase di editing è importante concentrarsi sulla semplificazione del messaggio. Ricordarsi di enfatizzare i punti maggiormente importanti.

Come Utilizzare gli Avverbi

In questa guida spieghiamo come utilizzare gli avverbi.

QUI PARLEREMO DIFFUSAMENTE DEGLI AVVERBI.
In questa breve frase ci sono due parole, qui e diffusamente, che sono appunto AVVERBI.
L’avverbio e una parola invariabile che modifica o specifica il significato di un’altra (che può essere un verbo, un aggettivo o un altro avverbio).
Deriva dal latino « adverbium » = vicino al verbo (ossia alla parola, significato del vocabolo latino verbum). Gli avverbi presentano grande varietà di specie, secondo ciò che esprimono: modo, tempo, luogo, ecc. ed hanno

forma propria: si, no, mai, forse, adagio, come, comunque, volentieri;

forma derivata: in uno dei modi seguenti:

derivata dagli aggettivi qualificativi

con l’aggiunta del suffisso -mente al femminile dell’aggettivo qualificativo di prima classe:
bella-mente; leggiadra-mente; ultima-mente; certa-mente;

con l’aggiunta del suffisso -mente alla desinenza unica degli aggettivi della seconda classe
forte-mente; recente-mente; grande-mente;
con l’avvertenza che se l’ultima sillaba di questi aggettivi e -le o -re, si elimina prima la e finale:
facil-mente; crudel-mente; anterior-mente;
e cosi per benevol-mente e legger-mente, anche se derivano da aggettivi della prima classe;
meglio e peggio derivano, ma in modo irregolare, da migliore e peggiore;
altrimenti deriva da altro;
parimente deriva dall’aggettivo invariabile pari;

corrispondente ad aggettivi qualificativi maschili, come forte, piano, ecc.:
Parla piano; L’orologio batte forte; La macchina. mi costò caro; Sicuro, verremo tutti;
o ad aggettivi maschili di altre specie:
molto, poco, ecc.;
o a qualche nome:
bene, male, ecc. ;

derivata da nomi, verbi, ecc. con l’aggiunta del suffisso -oni: bocconi (con la bocca in terra), tastoni o tentoni (= toccando con le mani, senza vederci), cavalcioni, carponi (= strisciando);

ottenuta unendo in locuzioni (locuzioni avverbiali)

preposizioni ed aggettivi:
di recente, di nuovo; in alto, in basso, in breve, a lungo, da vicino, da lontano, in vero, alla buona, alla brava, ecc.;

preposizioni e nomi
in fretta, a catinelle, ecc. ;

in maniera varia, vocaboli diversi, come avverbi con avverbi:
subito subito, or ora;
aggettivi con aggettivi: bel bello, pianin pianino;
sostantivi con sostantivi: passo passo, terra terra;
preposizioni con avverbi, aggettivi, sostantivi :
di buona grazia, in mala parte, alla rovescia, d’ora in avanti, per di qua, a poco a poco, ecc.

Gli avverbi (quelli di modo, in particolare, ma anche alcuni delle altre specie), possono fare, come gli aggettivi qualificativi, il comparativo e il superlativo allo stesso modo degli aggettivi:
dolcemente, più dolcemente, dolcissimamente; più tardi, meno tardi, tardissimo; più certamente, meno certamente, certissimamente; ecc.
Gli avverbi che derivano da aggettivi che hanno il comparativo ed il superlativo di forma speciale, formano i loro gradi in modo analog

Come Utilizzare le Preposizioni

In questa guida spieghiamo come utilizzare le preposizioni nel modo corretto.

In particolare parliamo di preposizioni semplici, che, come definito in questa guida sulle preposizioni semplici presenti su questo blog, sono parti invariabili del discorso in italiano necessarie per stabilire i nessi logici tra le parole.

Si dice
Un bicchiere di acqua OPPURE Un bicchiere da acqua

Dipende da ciò che vogliamo dire. Infatti, le due espressioni sono entrambe corrette semplicemente perché significano due cose diverse:

Un bicchiere di acqua (= pieno di acqua)
Un bicchiere da acqua (= da usare per l’acqua)

Con lo stesso criterio devono essere interpretate frasi analoghe, come:

Una tazza di caffé
Una tazza da caffé

Un cucchiaino di zucchero
Un cucchiaino da zucchero

Un campo di soia
Un campo da soia

Diverso è il caso di dubbi nati da abusi linguistici, come ad esempio:
Biglietto di visita OPPURE Biglietto da visita?

Spaghetti col burro OPPURE Spaghetti al burro?

Diciamo subito che:

Biglietto di visita è la forma più corretta
Biglietto da visita è la forma più usata

Spaghetti col burro è la forma più corretta
Spaghetti al burro è la forma più universalmente nota

Perciò vanno considerate ambedue corrette, con una qualche preferenza proprio per la dizione meno corretta, ma più in uso. La spiegazione dell’apparente contraddizione sta nel fatto che la nostra lingua, come un qualsiasi organismo vivente, nel suo crescere e modificarsi non può sottrarsi alle influenze esterne che, nel nostro caso, sono le lingue dei Paesi con i quali abbiamo rapporti più stretti, come, ad esempio, la Francia.
In effetti, molte delle nostre locuzioni hanno risentito, per ragioni storiche, del modulo linguistico francese e vi si sono adeguate. Perciò quelle che erano le nostre tradizionali locuzioni hanno ceduto con il tempo a quelle, per lo più, di imitazione francese.
Ormai ambedue devono essere considerate corrette, anzi, quelle più in uso, derivanti appunto in gran parte da moduli francesi, sono da consigliarsi.

CORRETTE MA POCO USATE
Riso con il latte
lavoro con l’uncinetto
ritratto col carboncino
vestire di rosa
uova nel tegame
pollo sullo spiedo
cioccolato con il latte
festa di ballo
biglietto di visita
banconota di dieci euro
macchina per scrivere
tavolo per disegno
orecchio di mercante
completo di nero
commerciante di plastica

FRANCESISMI PIU’ USATI
riso al latte
lavoro all’uncinetto
ritratto al carboncino
vestire in rosa
uova al tegame
pollo allo spiedo
cioccolato al latte
festa da ballo
biglietto da visita
banconota da dieci euro
macchina da scrivere
tavolo da disegno
orecchio da mercante
completo in nero
commerciante in plastica

ALTRI DUBBI
Fuori commercio OPPURE Fuori di commercio
A mezzo posta OPPURE A mezzo della posta
Fuori strada OPPURE Fuori di strada
Su un albero OPPURE Su di un albero
Cinque euro l’ora OPPURE Cinque euro all’ora
Il più presto possibile OPPURE Al più presto possibile
Sono corrette e più usate le espressioni della prima colonna (senza preposizione).
Le prime due, inoltre, sono espressioni di uso tecnico. Per la terza, è bene non dimenticare che esiste anche il sostantivo «fuoristrada», un particolare tipo di autoveicolo per terreni accidentati.

Risulta essere preferibile:

poco a poco OPPURE a poco a poco
mano a mano OPPURE a mano a mano
due a due OPPURE a due a due
Certamente sono preferibili le locuzioni della seconda colonna, perché più in linea con la nostra tradizione linguistica. Quelle della prima colonna resistono, ma non sono corrette.

E tra:

alla mattina OPPURE la mattina
alla sera OPPURE la sera
al di là del fiume OPPURE di là dal fiume
al di qua della siepe OPPURE di qua dalla siepe
ambedue i gruppi sono corretti. Le prime due locuzioni della seconda colonna sono di modello francese, il che tuttavia non le rende meno corrette, consacrate, come sono, dall’uso.

ULTIMI DUBBI

Quale delle due locuzioni è più propria?

salire sul treno OPPURE salire in treno?
procurarsi da vivere OPPURE procurarsi di che vivere
trattenersi da qualcuno OPPURE trattenersi presso qualcuno
persistere a negare OPPURE persistere nel negare
assolvere a un compito OPPURE assolvere un compito
a nome di OPPURE in nome di
derogare dalle norme OPPURE derogare alle norme
Sicuramente sono più proprie le locuzioni della seconda colonna, sebbene, purtroppo, non siano sempre le più usate.

PROPRIO SBAGLIATE

Assolutamente inaccettabili perché scorrette, senza alcuna possibilità di inserimento nella lingua, sono le locuzioni di area dialettale lombardo-veneta:

a gratis (la preposizione a non ha senso)

con più parlo, più tace (del tutto arbitrario il con)

Le locuzioni esatte sono:

gratis

più parlo

Molto interessante.