Come Personalizzare un Cerchietto per i Capelli

Il cerchietto è un accessorio per capelli che torna spesso di moda, e si può trovare nelle varianti più originali. Se però non vuoi spendere molto e vuoi avere un accessorio del tutto personalizzato e originale, ecco un semplice metodo che ti permetterà di realizzare cerchietti per ogni stile!

Occorrente
Un cerchietto semplice, reperibile anche nei 99 cent shop o negli empori (scegli la forma che più ti piace)
Un barattolino di colla vinilica e un pennello
Nastri di raso del colore che preferisci
A tuo piacimento, puoi utilizzare anche materiali come: piccoli brillantini, glitter, piume, vari tessuti (pizzo per esempio) o altro

Per prima cosa devi preparare il tuo semplice cerchietto in plastica ad essere decorato: devi foderarlo col nastro. Per compiere questa delicata operazione prendi un po’ di colla vinilica col pennello, e distribuiscila uniformemente sul cerchietto.
Quindi prendi il nastro del colore da te scelto, e avvolgilo ben stretto attorno al cerchietto: fai molta attenzione a incollarlo bene, in modo che non si scolli in futuro.
Fatto questo il tuo cerchietto è pronto ad essere decorato in vari modi. Io te ne suggerirò alcuni per iniziare, ma una volta che avrai fatto pratica, sarai perfettamente in grado di inventarne di nuovi.

Prima opzione, Rosa di Stoffa
Questa decorazione è molto semplice, e richiede il solo utilizzo di stoffa (sceglila in base al colore che vuoi dare alla rosa), tulle, ago e filo.
Taglia un rettangolo di stoffa (30×15) e piegalo a metà per il lato più lungo. Arrotola quindi la stoffa cercando di modellarla e appiattirla con le dita, dandole la foma di un fiore. Una volta ottenuta la forma ideale, ferma con un punto utilizzando l’ago e il filo. Puoi realizzare delle foglioline col tulle e attaccarle alla base della rosa. Ora con un po’ di attack (è consigliabile fare attenzione usandolo, ma si assicura una massima presa) attacca la rosa a lato del cerchietto.

Seconda opzione, Piume e brillanti
Per questa decorazione avrai bisogno di piume, attack e brillantini (li puoi sempre staccare da una vecchia maglietta che non usi, o da altri accessori rotti, e riutilizzarli).
Poni una piccola goccia di colla a lato del cerchietto foderato; attacca a questa la piuma o le piume che hai scelto. Aspetta che faccia presa, e quando sono ben attaccate, attacca anche i brillantini dove desideri.

Come Fare Durare una Tenda da Campeggio

Il campeggio è una bellissima esperienza, che permette di stare a contatto con la natura e di organizzare vacanze itineranti. L’uscita sul mercato di tende sempre più semplici da montare ha reso questa operazione accessibile a tutti. Ma come evitare di ritrovarsi, l’anno successivo, con una tenda inutilizzabile?

Un accorgimento fondamentale per chi si accinge a piantare una tenda è innanzitutto quello di spianare il terreno, eliminando pietre appuntite, rami scheggiati e tutto ciò che, oltre a dare fastidio alla schiena, può rischiare di strappare la tenda. Accorgimento da tenere presente soprattutto quando si pianta la tenda ogni giorno in un posto diverso.

Quando smontate la tenda, prima di arrotolarla e rimetterla nella sacca, sbattetela un po’ in modo da fare volare via la sabbia e i rametti che vi si saranno attaccati. Sistemate la paletteria con la massima cura: anche un solo paletto che si spezza può diventare un problema serio e rendervi impossibile utilizzare la tenda finché non lo avrete sostituito.

Ricordate che la tenda si impregna dell’umidità dei boschi. Quando tornate a casa, se volete evitare di ritrovarla, l’anno successivo, piena di muffa, allargatene i teli in balcone o in terrazza, in modo che si asciughi. Se vedete che è sporca di sabbia (come è probabile che sia) spazzolatela delicatamente. Lasciatela fuori un paio di giorni, poi potrete riporla nella sacca.

Come Costruire una Sacca Portatutto

Ci capita di sovente, di avere tanti oggettini soprattutto dei bambini e non sappiamo dove riporli. Questa che ti propongo può essere una buona soluzione, per risolvere questo inconveniente. La sacca che ti propongo è di una misura media, e se ci piace possiamo ricamarla oppure decorare.

Occorrente
26 cm di stoffa alta 70 cm a fantasia
60 cm di nastro di raso
Filo bianco
Spilla da balia
Spilli

Tagliamo la stoffa in due rettangoli alti 22 cm e lunghi 28 cm.
Fissiamo tra loro i due rettangoli con gli spilli, facendo capitare i due dritti faccia a faccia, mentre noi puntiamo gli spilli sul rovescio. Imbastiamo non dimentichiamo di lasciare il lato superiore aperto
cuciamo a mano o a macchina.

Lasciamo anche una fessura aperta di 1 cm in una delle due cuciture laterali a 2,5 cm dall’orlo in alto, che ci servirà per far passare il nastrino.
Pieghiamo sul rovescio l’orlo superiore di 1 cm e poi ancora di 1,5 cm. Imbastiamo e cuciamo con una cucitura interna. Stiriamo le cuciture bene, in modo che prendano garbo.

Prendiamo il sacchetto e rivoltiamolo e spingiamo gli angoli bene in fuori.
Infiliamo un’estremità’ del nastrino nella spilla da balia e facciamolo passare nella fessura lungo tutto il bordo, facciamolo uscire per la stessa fessura.
Stiriamo, e facciamo due nodi ben tirati all’estremità’ del nastrino per evitare che si sfilacci.

Come Fare una Rosa con le Perline

In questa guida ti insegnerò a fare una bella rosa d’argento con delle perline, non è molto difficile da realizzare se seguirai i miei consigli, tuttavia ci vuole un pò di manualità, non preoccuparti se non ti riesce subito, vedrai che con un pò di esercizio riuscirai benissimo.

Occorrente
Filo di ferro 0,35 mm grigio chiaro
2 barrette di ferro 1,60 mm
2 barrette di ferro da 1 mm
Filo di ferro zincato 0,60 mm
Seta argento
Pinzette

Comincia creando il fiore: infila alcuni metri delle tue perline color argento antico nel filo di ferro da 0,35 millimetri. Dovrai comporre quattro gruppi di petali di varie dimensioni, da assemblare nel fiore. Dovrai utilizzare la tecnica del palo semplice, che si realizza per sostenere il petalo e viene fatto girando il filo su se stesso e fissandolo alla base del palo.

Il primo gruppo è composto da quattro petali con anima di tre centimetri e cinque giri di perline, questo gruppo sarà la parte centrale del fiore, mentre quella più esterna sarà costituita da cinque petali con anima di 3.5 cm e cinque giri di perline. Il terzo è di sei petali con anima di 4,5 centimetri.

L’ultimo gruppo è da sei petali con anima di cinque centimetri e sei giri di perline. Quando hai completato il fiore, inserisci le foglie nel calice, taglia poi cinquanta centimetri di filo di ferro da 0,35 millimetri ed infila trenta centimetri di perline, avvolgilo alla base del fiore sotto il calice facendo dieci giri.

Come si Raccolgono le Olive

La raccolta delle olive, sia manuale che meccanizzata, è molto importante per la qualità finale dell’olio di oliva. Vediamo secondo quali criteri deve essere fatta.

La raccolta delle olive non è sicuramente un’ operazione banale e neanche breve da compiere; al contrario, deve essere fatta con cura e attenzione perché dalla qualità delle olive e dal modo in cui vengono raccolte senza danneggiarle dipende la qualità dell’ olio che si otterrà dal frantoio.
Sicuramente i costi legati alla fase di raccolta delle olive continuano ad avere una notevole incidenza sul costo piuttosto alto dell’ olio d’ oliva, per il personale necessario per la raccolta manuale (ancora la più diffusa) e per i tempi che si protraggono da ottobre fino a gennaio-febbraio, dato che gli alberi maturano le olive in tempi molto diversi.
Anche l’ olio ottenuto è diverso se proviene da olive raccolte già in ottobre perché ha un sapore più netto, ed è molto colorato in verde per la clorofilla; quello prodotto con olive raccolte in gennaio ha un aroma meno intenso ed è giallo, quasi privo di clorofilla.

Raccolta manuale
il sistema più tradizionale è quello della raccolta a mano che però è lento ed impiega molto personale, spesso oggi non più disponibile nelle nostre campagne sempre più spopolate. Per questo motivo, la si pratica nelle aziende familiari medio-piccole, su superfici limitate (come le terrazze delle colline liguri) oppure su vaste estensioni quando però le piante sono fitte, basse e su versanti in pendenza.
Questa raccolta fatta a mano (brucatura) o mediante utilizzo di pettini (pettinatura) permette un’ ottima cernita iniziale delle olive da cogliere che non hanno nemmeno bisogno di lavaggio dopo la raccolta.
Spesso, i pettini sono fatti vibrare dal piccolo motore ad aria compressa o a scoppio di uno strumento azionato a mano e questo migliora la resa della raccolta manuale dove i trattori con gli scuotitori meccanici non possono arrivare.
La resa così aumenta anche del 50%, ma l’abbacchiatore elettrico con una certa delicatezza per non danneggiare le olive se sono mature e far cadere troppe foglie e rametti insieme alle olive.
Con la raccolta manuale, si può produrre del buon olio, anche se poco e a costi elevati, considerando che ogni lavoratore può raccogliere 80-100 kg al giorno, lavorando 8 ore.
Molto spesso, si raccolgono a mano anche le olive cadute a terra per maturazione o fatte cadere. Questo raccolta andrebbe però fatta appena le olive sono cadute, altrimenti, a contatto col terreno e la sua umidità, le olive inacidiscono o ammuffiscono peggiorando così la qualità dell’ olio.
Ricordiamo che l’ olio d’ oliva extravergine deve avere un’ acidità <0,8%, espressa in % di acido oleico ed un numero di perossido <20 (indicativo dello stato di ossidazione dell’ olio), cioè molto basso.
Negli ultimi decenni, questo problema è stato in gran parte risolto dall’ uso delle reti in plastica stese sotto gli alberi di olivo e tenute sollevate a qualche decina di cm da terra; in questo modo, si possono raccogliere tutte le olive cadute in meno tempo e soprattutto intatte.
Sicuramente sconsigliato e sempre meno utilizzato è il sistema manuale di raccolta per “abbacchiatura”, percuotendo i rami con canne o bastoni di legno, perché danneggia facilmente i rami e le olive stesse; con la “violenza”, anche in questo caso, non si ottengono mai i risultati migliori. Inoltre, i rami così danneggiati sono esposti all’ infezione della rogna dell’ olivo.

Rraccolta meccanizzata
La raccolta meccanizzata si fa risparmiando molto tempo e manodopera rispetto a quella manuale mediante trattori speciali su cui sono montati degli scuotitori meccanici dei rami che staccano le olive senza produrre lesioni.
Gli scuotitori hanno frequenze di vibrazione almeno di 1500 cicli/minuto e permettono di far cadere le olive sulle reti di raccolta alla base degli alberi o in raccoglitori trasportati dalle stesse macchine scuotitrici (scuotiraccoglitrici).
In questo modo, si abbattono i costi, soprattutto se il raccolto va fatto su oliveti di pianura, molto vasti con migliaia di alberi alti, come accade nel sud italia, (specialmente in puglia e in calabria) e in spagna che sono i maggiori produttori di olio del mondo. In questo modo, si possono fare solo due raccolte a partire da quella di ottobre.
Purtroppo, in molte zone, la raccolta meccanizzata non è possibile per la conformazione del terreno troppo in pendenza e per la disposizione troppo fitta ed irregolare degli alberi che sono stati piantati spesso moltissimi anni fa, quando le scuotitrici meccaniche non erano neanche nei sogni.
Inoltre, bisogna considerare gli investimenti iniziali alti per la meccanizzazione che molti agricoltori non riescono a fronteggiare, anche perchè le banche difficilmente li finanziano e tendono a prestare capitali solo chi non ne avrebbe bisogno.
Così, con la raccolta manuale, il costo della manodopera continua ad incidere fino al 60% sul prezzo finale dell’ olio d’ oliva.

Gli olivai
le olive vanno raccolte in recipienti rigidi come cesti di vimini o di plastica, non in sacchi per non schiacciarle e dovrebbero essere portate al frantoio entro 5 giorni dalla raccolta per non fermentare, aumentando così l’ acidità dell’ olio prodotto. Finchè la consegna non è possibile, devono restare negli olivai delle aziende.
Le olive sane resistono di più a lungo, fino a 15 giorni, ma quelle con dei difetti o già molto mature dovrebbero essere portate nel frantoio subito, entro pochissimi giorni, per non peggiorare la situazione.

Gli olivai, in ogni caso, devono essere luoghi freschi (8-10°c) aerati, al buio, con le olive non ammassate in strati più spessi di 10 cm, altrimenti si schiacciano e fermentano facilmente; quindi vengono spesso sistemate su ripiani sovrapposti, anche per occupare meno spazio.

Durante questo primo periodo, le olive vengono lavate per privarle dei residui di terriccio, delle foglie e dei rami e sottoposte ad una cernita per eliminare il più possibile quelle danneggiate o attaccate da parassiti.
Se proprio non si riesce a trovare un frantoio dove mandare le olive entro i tempi indicati, alcune aziende hanno la possibilità di conservarle anche per 4 mesi dentro a dei silos, in atmosfera inerte come azoto o anidride carbonica. Inoltre, si possono conservare in salamoia, oppure trasformare già in pasta, come si farebbe all’ inizio della lavorazione nel frantoio.