Come Giocare a Risiko

Se sei un appassionato di giochi da tavolo, ma soprattutto di strategia, non puoi non conoscere, anche solo per sentito nominare, Risiko. Anche se negli ultimi anni sono state messe in commercio nuove e aggiornate versioni, anche digitali, la modalità base del gioco è sempre la stessa: conquistare territori e annientare gli avversari.

Per iniziare serve uno spazio dove posizionare il tabellone, e un gruppo di amici, meglio se giochi in quattro, in modo da dividere al meglio le risorse iniziali.
Ad ognuno toccherà un certo numero di carri armati e di territori, che puoi vedere suddivisi sul libretto, in base al numero di giocatori. Ognuno dovrà portare a termine la missione segreta assegnatagli.

Comincia col posizionare i carrai armati sui tuoi territori, in modo da tenere il grosso delle tua forze sul territorio centrale per la tua strategia. Importante è che tu faccia una propria tattica di combattimento, in modo da portare a termine la missione, visto che il primo che ci riesce vince la partita. Elabora una tattica, per esempio conquista prima un intero continente per assicurarti una scorta di carri armati ad ogni nuova mano.

Dopo ogni tiro di dadi devi dichiarare quale territorio attaccare e con quante unità, dall’altra parte chi si deve difendere tirerà anche lui i dadi; se ha fatto un punteggio superiore al tuo devi sottrarre i tuoi carri armati dal territorio. Puoi attaccare se hai almeno 2 unità per territorio. Per esempio se tu attacchi con 3 unità e lui si difende con 1, tirando i dadi tu fai 4 e lui 5 tu perdi l’unità, si ripete e se fai un punteggio maggiore conquisti il territorio altrimenti togli un’altra unità e non puoi più attaccare (rimane 1 sola).

Ti sarà molto utile conquistare interi continenti e molti territori, visto che ad ogni mano ti saranno date unità bonus che potrai utilizzare per difendere le tue frontiere o maggiorare gli attacchi.
Ad ogni giro avrai delle carte, che in base alla loro combinazione potrai cambiare con unità o barattare.
Una buona tattica che puoi adottare è quello di fare l’inverso, cioè non permettere ai tuoi avversari di rinforzarsi.
Vince chi per primo porta a termine la missione segreta.

Come Giocare a Rhum

Poco conosciuto ma molto interessante, questo gioco ha durata variabile (anche più di 2 ore) ed impegna la mente permettendo di giocare a carte con il gusto della tattica e del ragionamento oltre che della fortuna slegandola invece dal gioco d’azzardo.

Numero dei giocatori e valore delle carte
Puoi giocare in tre, ovvero uno contro tutti o meglio in quattro: due contro due, con i compagni di squadra posti uno di fronte all’altro. Ecco il valore delle carte: 100 p. = 3 di cuori e quadri 20 p.= jolly, 2 di picche e quadri (anche questi considerati jolly) 15 p. = A 10 p = 7, 8, 9, 10, J, Q, K 5 p. = 3 di fiori e picche, 4, 5, 6

Scopo e regole
Vince il giocatore o la squadra che arriva prima a 2000 punti. Le carte “calate” sul tavolo dovranno formare gruppi di carte uguali (Es. tris d’assi o di cinque etc.) o sistemate a mò di scala reale con un numero minimo di tre. Il conteggio delle carte calate permetteranno di attribuire un punteggio per ogni mano al singolo giocatore mentre i punti delle carte che rimarranno in mano vengono sottratte al punteggio. Nelle scale reali non esiste il 2 che nel gioco ha funzione solo di Jolly.

Inizio del gioco
Chi pesca dal mazzo la carta più alta diventa il mazziere, considerando il valore delle carte come illustrato allo step 1. Nel caso di carte di uguale punteggio, viene considerata più alta la carta dal valore facciale superiore. Il mazziere mischia il mazzo ed invita il giocatore a destra a spaccarlo, mostrando l’ultima carta. Se questa dovesse essere uno o più Jolly, tre di cuori o quadri verrà trattenuta dal giocatore e sottratta dal numero di carte spettanti e distribuite successivamente dal mazziere.

Distribuzione delle carte, prese e scarto
Il mazziere distribuisce in senso orario quindici carte a ciascun giocatore, una invece viene lasciata scoperta accanto al mazzo. Quando è il tuo turno, prendi due carte e scartane una, le carte possono essere prese della cima del mazzo o quella scoperta più la prima del mazzo ma in questo caso, si dovrà fare la “calata”di mimimo 3 carte uguali o una scala reale da tre carte che comprenda quella scoperta. Se prendi la carta scoperta, o quella scartata da chi ti precede nel gioco sei obbligato a prendere, qualora ci siano, tutte le altre precedentemente scartate dagli altri giocatori.

La calata e la chiusura
La prima “calata” di ogni mano per ciascun giocatore deve essere almeno un tris di carte uguali o di 3/5 di scala reale. Dopo la prima calata, quando è il tuo turno puoi attaccare le carte anche singolarmente a quelle precedentemente calate (o a quelle del compagno se si gioca in coppia) ma non a quelle degli avversari. Chi arriva a 1300 punti dovrà fare la prima calata da 150 punti per continuare a scendere le altre carte. Se si gioca in coppia si possono attaccare le carte a quelle del compagno solo dopo la prima calata. Chi finisce tutte le carte guadagna 30 punti per la “chiusura”, se si riesce a calare tutte le carte in una volta sola si guadagnano 100 punti con la cosidetta chiusura in mano.

Come Funzionano Gare di Orienteering

Per partecipare alle gare di questo sport bisogna avere come requisiti essenziali velocità e resistenza fisica. Ma non basta, bisogna anche possedere molta abilità nell’ individuare il tragitto più veloce per aggirare o superare gli ostacoli naturali, come colline, boschi, acquitrini e laghi. Ovviamente, armati di carte topografiche e bussola.

Se vuoi avvicinarti a questo tipo di gare, ti spiego come funziona il gioco. I concorrenti devono coprire determinati percorsi a piedi in zone impervie, armati di carte topografiche e bussola e devono fare riferimento a vari posti di controllo. I partecipanti devono toccare le varie tappe di controllo in un ordine ben preciso e il vincitore sarà colui che completerà il percorso nel minor tempo possibile.

Le gare di orientamento, chiamate gare di orienteering, vengono organizzate da varie associazioni locali riunite nel Comitato Italiano Orientamento e Sport della Natura. Se vuoi organizzare una piccola gara di orientamento tra amici, scegli un’ area sconosciuta ai partecipanti, come una zona boscosa o collinare dove è consentito l’ accesso al pubblico. Assicurati che sia chiaramente delimitata e dotata di punti di riferimento naturali o artificiali per essere usati come posti di controllo e che non presenti pericoli.

Alla partenza, fornisci ad ogni partecipante una cartina topografica del percorso completo della gara, un foglio che descrive il percorso e una scheda di controllo. Dopo aver studiato il percorso, i concorrenti devono partire uno per volta ad intervalli regolari di uno o due minuti, dirigendosi verso il primo posto di controllo. Ognuno deve fare le proprie scelte sul percorso da seguire per arrivare prima. Alterna percorsi più brevi e difficili ad altri più lunghi e facili. Ad ogni posto di controllo ci dev’ essere una lanterna a tre facce di colore bianco, arancione e rosso o di un cartello con un numero o un simbolo da ricopiare sulla propria scheda come prova del raggiungimento della tappa.

Come Effettuare Titolazione Acido Base

La titolazione è un meccanismo che riveste grande rilevanza nella chimica di laboratorio e non solo; consentendo all’operante di svelare i valori effettivi di concentrazioni incognite in determinate soluzioni, rappresenta un modo per calcolare l’acidità e la basicità di alcune miscele e secondo un profilo geologico, persino del sottosuolo. Il procedimento essenzialmente non è complesso, tuttavia si tratta di un gioco di volumi. Pertanto è opportuno e doveroso prestare grande attenzione alle misurazioni per raggiungere risultati soddisfacenti e precisi. Vediamo come fare.

Preparazione dell’acido cloridrico: Posto che a titolo esemplificativo verrà presa in considerazione una titolazione agente su una base a concentrazione incognita, prendi un una fialetta di acido cloridrico a quantità nota ricordando che 3,456 grammi corrispondono ad una soluzione 0,1 M. Riversa il contenuto in un matraccio da un litro facendo bene attenzione a risciacquare la fiala per bene: ora e nel corso della titolazione la precisione è fondamentale.

Preparazione della base e della beuta dove avverrà la titolazione. Prendi la base (nella fattispecie l’idrossido di sodio) la cui concentrazione è ignota e ponila in un recipiente. Dopo aver fatto ciò, porgendo molta attenzione, riversa l’acido contenuto nel matraccio in una buretta precedentemente azzerata e versane 20 millilitri in una beuta. Aggiungi poi alcune gocce dell’indicatore scelto e agita il composto.Dopo pochi minuti sarà possibile ultimare la titolazione.

Per ultimare il procedimento, introduci l’idrossido di sodio in una buretta precedentemente azzerata e per ‘titolare’ aggiungi goccia per goccia la soluzione in esame alla soluzione di acido cloridrico. Bene, nel momento in cui si verificherà un cambiamento di colore (fenomeno conosciuto come ‘viraggio’) presta grande attenzione al volume di soluzione basica aggiunto che ti permetterà di calcolare la concentrazione della medesima base tramite alcuni calcoli, riportati qui di seguito: Ma=0.1 mol/L Mb=? Va=0,02LVbmedio=O,0221L na= 0,1*0,02 = 0,002 mol Considerando la stechiometria di reazione na=nb pertanto: Mb=nb/vb=0,002/0,0221 da cui Mb=0,0905mol/L

Come Effettuare Sottrazione tra Polinomi

In matematica, si definisce con il termine “polinomio” una somma algebrica formata da più monomi. Acquisire una buona capacità per operare con i polinomi non è difficile. E’ sufficiente seguire alcune regole matematiche, che, però, variano a seconda dell’operazione che vogliamo effettuare. Vediamo di seguito come procedere per effettuare una sottrazione (o differenza) fra 2 polinomi.

Per imparare a sottrarre tra loro 2 polinomi è importante, prima di passare alla pratica, che tu abbia fermamente in testa la regola generale attraverso cui tale operazione va fatta. Come per ogni sottrazione, anche quando parliamo di polinomi sarai difronte a un minuendo e a un sottraendo. Per risolvere la sottrazione, riscrivi i termini del minuendo (senza parentesi se questa è subito eliminabile) seguiti da quelli del sottraendo, a cui però devi cambiare il segno.

Questo significa che se, ad esempio, all’interno del sottraendo c’è il valore (-4a) dovrai trasformarlo in “4a”. Fatto questo, ti basterà ridurre gli eventuali termini simili e avrai risolto la sottrazione tra polinomi. Per agevolarti nella comprensione di quanto detto, facciamo un rapido esempio. Considera la seguente sottrazione di polinomi. Naturalmente al simbolo “^” segue il numero di elevazione a potenza. Per esempio “5a^2” sarà “5a elevato al quadrato”. Laddove non visualizzi alcun segno davanti al monomio è presente il segno di addizione. (5a^2-3ab 7b^2)-(-4a^2-6ab 2b^2).

Per risolverla, ti basterà seguire pochissimi passaggi, che poi sono quelli spiegati teoricamente nel precedente passaggio. Osserva, infatti, il procedimento quì di seguito. Dapprima avrai 5a^2-3ab 7b^2 4a^2 6ab-2b^2. A questo punto calcola la soluzione, ovvero 9a^2 3ab 5b^2. In questo caso, le parentesi da eliminare erano solo quelle tonde. Come saprai, in matematica, sono le ultime che si eliminano quando si eseguono le operazioni. In presenza di altre parentesi, ti ricordo che vale la regola generale. Andranno eliminate dapprima le graffe, poi le quadre e infine le tonde.